Bruno Schulz a fumetti
Si intitola “Bruno Il bambino che imparò a volare” (Orecchio Acerbo editore) un volume con testi di Nadia Terranova e illustrazioni di Ofra Amit, ed è la “favolosa” storia di Bruno Schulz: scrittore polacco riconosciuto, insieme a Gombrowicz e Witkiewicz, tra i più grandi scrittori moderni del suo paese, e dell’Europa in generale.
Schulz nasce a Drohobycz (oggi in Ucraina) nel 1892, da una famiglia di commercianti ebrei. Da bambino sensibile ed emotivo, ad artista a tutto tondo: disegnatore, ritrattista e scrittore. Entra in contatto con Witkiewicz, traduce Kafka dal tedesco e il suo nome arriva fino a Varsavia, dove vari amici vorrebbero che si recasse. Ma Schulz resta nel suo mondo.
Con l’occupazione tedesca, Schulz è costretto alla vita nel ghetto, dove viene ucciso freddamente da un soldato nazista nel 1942, lasciando incompiuto un romanzo Il Messia, a cui stava lavorando ma di cui non c’è rimasta traccia.
In Italia, la sua opera è raccolta nel volume Le Botteghe Color Cannella (Einaudi), che mette assieme racconti e disegni che non sono andati distrutti.
Considerato di recente fonte di ispirazione per scrittori come Jonathan Safran Foer, la storia di Shulz, quella personale come quella artistica, è ancora fonte d’ispirazione, come il lavoro di Terranova-Amit dimostra.

